Contributo a fondo perduto fino a 25.000 euro per giovani, donne e disoccupati.
La Regione Campania ha recentemente pubblicato un nuovo bando relativo al sostegno al lavoro autonomo e l’autoimpiego, offrendo un’opportunità concreta a chi desidera avviare una propria attività imprenditoriale. Inserito nel programma PR Campania FSE+ 2021-2027, il bando stanzia complessivamente 20 milioni di euro e offre ai beneficiari un contributo a fondo perduto fino a 25.000 euro per sostenere progetti di autoimprenditorialità.
Questa iniziativa punta a promuovere l’occupazione e la nascita di nuove imprese sul territorio campano, fornendo non solo un sostegno economico, ma anche un percorso di accompagnamento per chi intraprende questa sfida.
Pensato per rispondere alle difficoltà del mercato del lavoro, il bando si rivolge in particolare a giovani, donne, disoccupati e categorie svantaggiate, proponendosi come uno strumento concreto per favorire l’inserimento e la stabilità professionale di chi è più lontano da opportunità lavorative stabili.
Destinatari del bando: chi può fare richiesta?
Il bando “Sostegno al lavoro autonomo” della Regione Campania nasce per aprire nuove strade nel mercato del lavoro, favorendo l’avvio di attività imprenditoriali e sostenendo chi si trova in condizioni lavorative instabili o svantaggiate.
Come accennato, possono richiedere questo contributo i giovani under 35, le donne, i disoccupati e coloro che, pur occupati, rischiano di perdere il proprio impiego.
- Giovani under 35: Il bando è aperto a tutti i giovani di età inferiore ai 35 anni, indipendentemente dalla loro condizione occupazionale. Questa categoria rappresenta una priorità per l’iniziativa, che mira a sostenere i giovani nella costruzione di un futuro professionale solido e indipendente.
- Donne: in linea con le iniziative di pari opportunità, il bando prevede risorse specifiche destinate alle imprenditrici, sostenendo così l’imprenditorialità femminile e contribuendo a ridurre il divario di genere nel mondo del lavoro.
- Disoccupati: rientrano tra i destinatari coloro che non hanno un impiego, con particolare attenzione ai disoccupati di lungo periodo e a chi ha lasciato il mercato del lavoro per cessazione d’attività.
- Occupati a rischio di perdita di occupazione: possono accedere al bando anche coloro che, pur avendo un impiego, si trovano in situazioni di crisi aziendale e di instabilità lavorativa. Il contributo ha lo scopo di favorire una transizione sicura verso l’autonomia lavorativa, minimizzando l’impatto della perdita dell’attuale occupazione.
Il bando prevede un’attenzione particolare per i progetti presentati da donne, destinando a questa categoria 10 milioni di euro del totale di 20 milioni.
Requisiti per accedere al bando
Per poter beneficiare del contributo a fondo perduto di 25.000 euro, i candidati devono rispondere a specifici requisiti stabiliti dal bando. Oltre all’appartenenza a una delle categorie target, è richiesto che i progetti presentati abbiano una chiara finalità imprenditoriale e una struttura organizzativa definita.
Le iniziative ammissibili possono essere avviate come imprese individuali, lavoratori autonomi o liberi professionisti, oppure costituite in forma societaria, tra cui s.r.l., società in accomandita semplice, società in nome collettivo e cooperative. Tutte le società, ad eccezione delle s.r.l. a socio unico, dovranno essere costituite con la maggioranza dei soci, per teste e per quote, in possesso dei requisiti previsti dal bando. Le società devono essere formalmente costituite entro 30 giorni dall’ammissione al contributo.
Per quanto riguarda l’ambito settoriale, sono ammissibili gli investimenti per le imprese che operano, o prevedono di operare, nei settori definiti dai Codici ATECO 2007, ad eccezione di alcuni settori specifici. Tra i settori esclusi ci sono la produzione primaria di prodotti della pesca e dell’acquacoltura, la trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura (se l’aiuto è calcolato sul prezzo o sulla quantità), la produzione primaria di prodotti agricoli, e la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli in determinati casi.
Spese ammissibili: come investire il contributo?
Il contributo a fondo perduto di 25.000 euro è destinato a coprire le spese fondamentali per l’avvio e lo sviluppo delle nuove attività imprenditoriali. Tra le voci ammissibili figurano l’acquisto di attrezzature, beni strumentali e risorse immateriali che possano sostenere direttamente la produttività dell’impresa. Per garantire un solido avvio, il bando permette di destinare una parte del contributo anche a spese operative nel primo anno, come utenze e affitti, supportando i costi essenziali della gestione iniziale.
Restano escluse invece le spese di natura corrente, come stipendi e salari, così come gli investimenti immobiliari. Ogni spesa deve essere rendicontata con precisione, per assicurare che i fondi siano impiegati in modo strategico e contribuire alla sostenibilità dell’iniziativa. Questo controllo selettivo punta a finanziare solo quelle voci di spesa che abbiano un impatto diretto sullo sviluppo e la stabilità dell’impresa, favorendo così una crescita mirata e duratura.
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